Hai mai avuto la sensazione che scegliere il primo telescopio sia più difficile che imparare le costellazioni?
Ti ritrovi a passare da un forum all’altro, confuso tra sigle, diametri e opinioni contrastanti?
Tranquillo: nel tempo di un buon caffè faremo chiarezza sul duello più famoso dell’astronomia amatoriale.
Due anime della stessa passione
Mettiamolo subito in chiaro: riflettore e rifrattore non sono rivali in senso assoluto, ma interpretazioni diverse dello stesso sogno, quello di raccogliere luce per portare il cosmo un po’ più vicino.
Il rifrattore sfrutta lenti che piegano (rifrangono) i raggi fino all’oculare. È l’erede diretto dei cannocchiali seicenteschi, compagno fidato di Galileo.
Ultimo aggiornamento 2026-01-30 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
Il riflettore usa specchi per riflettere la luce: idea di Newton, nata proprio per aggirare i limiti cromatici delle lenti dell’epoca.
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Fin qui la teoria, ma a conti fatti che cosa cambia per te, che sogni di puntare Saturno dal giardino di casa o di scovare Andromeda in una notte d’agosto?
Ecco dove entra in scena questa piccola, lunga guida: esploreremo scenari pratici, sfateremo miti, raccoglieremo testimonianze. Alla fine la scelta non sembrerà più un bivio impossibile, ma un sentiero illuminato dalla tua curiosità.
Che cosa ti interessa davvero osservare?
Prima domanda da porsi: cosa vuoi vedere stasera, domani, fra un anno? Non tutti gli oggetti celesti rispondono allo stesso strumento, un po’ come i formati musicali reagiscono in modo diverso agli altoparlanti.
- Pianeti e Luna: contrasti netti, dettagli minuti, esigenze di ingrandimento medio‑alto. Un rifrattore apocromatico da 100 mm regala immagini taglienti, prive di aloni colorati; il riflettore, se ben collimato, non è da meno ma pretende apertura maggiore (150 mm) per pareggiare il contrasto.
- Galassie e nebulose: la parola d’ordine è luce. Qui vince la regola “diametro è re”. Un riflettore da 200 mm raccoglie quattro volte la luce di un rifrattore 100 mm; la differenza, sotto un cielo buio, è palese.
- Ammassi stellari: misto di richieste; la purezza dell’immagine contende il podio alla capacità di raccolta. Se ti trovi sotto lampioni, una montatura Dobson 250 mm può comunque stupire perché separa stelle deboli, nonostante lo sfondo chiaro.
Lo vedi? Già questa semplice riflessione restringe il campo: chi ama i dettagli planetari potrebbe propendere per la lente, chi sogna oggetti deep‑sky punta allo specchio.
Dimensioni, peso e quotidianità
La passione è grande, lo spazio in auto un po’ meno. Uno strumento che resta in soffitta “perché smontarlo è un incubo” diventa presto un soprammobile ingombrante e triste.
- Rifrattore: tubo lungo ma sottile. Un 100 mm pesa circa 4 kg, montatura inclusa si arriva a 10 kg. Il setup è rapido; niente contrappesi se usi una montatura altazimutale. È il classico “porta fuori, osserva, rientra”.
- Riflettore: lo specchio ruba diametro ma accorcia il tubo (rapporto focale f/5‑f/6 nei Newton moderni). Un 200/1000 su Dobson supera i 18 kg, però la base si smonta in due pezzi; in un’utilitaria entra, a patto di abbattere il sedile posteriore.
Chi abita in condominio con ascensore stretto apprezzerà la snellezza del rifrattore; chi ha un garage e un giardino preferirà la potenza “tutta d’un pezzo” del riflettore. Sembra un dettaglio ma, credimi, la logistica decide quante notti osserverai davvero.
Budget, accessori e spese nascoste
Sfogli un catalogo online e vedi prezzi accattivanti; poi, in fase di carrello, spuntano voci inaspettate: oculari migliori, filtro UHC, collimatore laser, motore di inseguimento. Conosci la sensazione?
- Rifrattore: nasconde costi iniziali più alti, specie se lo vuoi apocromatico per evitare l’aberrazione cromatica. D’altra parte sta bene con pochi accessori: due oculari di qualità coprono l’80 % delle serate, il diagonale a specchio è spesso incluso.
- Riflettore: corpo tubo + montatura sembra conveniente, ma richiede fin da subito un collimatore, un ventaglio di oculari, magari una barlow. Se passi all’astrofotografia, aggiungi correttore di coma e focheggiatore di precisione.
Piccola regola del pollice: calcola un 30 % extra sul prezzo del rifrattore, un 50 % sul riflettore. Così eviti sorprese al momento di inserire il numero della carta.
Manutenzione: quanto vuoi sporcarti le mani?
La manutenzione fa paura a molti neofiti, però non è il mostro sotto il letto. Basta capire di cosa stiamo parlando.
- Riflettore: lo specchio primario, sospeso su celle elastiche, col tempo si disallinea. Serve la collimazione, cioè riportare gli assi ottici sullo stesso punto. Operazione di pochi minuti, ma bisogna farla alla luce del giorno e con calma. Ogni due‑tre anni può servire la pulizia dello specchio, delicata ma fattibile sul tavolo di cucina con acqua distillata e sapone neutro.
- Rifrattore: l’ottica è sigillata. L’unica cura reale è spolverare la lente frontale con aria soffiata e panno in microfibra, evitando prodotti aggressivi. Non c’è collimazione da fare, salvo urti seri.
Check periodico: se l’idea di calibrare viti su uno specchio ti terrorizza, forse il rifrattore ti farà dormire sonni più tranquilli.
Qualità dell’immagine e seeing
Parliamo di ciò che gli occhi notano, non delle tabelle tecniche. Il contrasto è la capacità di distinguere sfumature tra zone chiare e scure; la risoluzione misura quanto due dettagli vicini appaiano separati.
- Il rifrattore, privo di ostruzione centrale, sfodera un contrasto naturale che fa risaltare l’anello di Cassini o i crateri lunari rasenti l’alba.
- Il riflettore, avendo il secondario in mezzo, lascia sul piatto un pizzico di contrasto, ma recupera in risoluzione pura grazie al diametro maggiore. Sotto un seeing eccellente (quelle notti rare, calme e limpide), un 200 mm surclassa un 100 mm, regalando dettagli che il fratello minore non può fisicamente separare.
Suggerimento rapido per battere la turbolenza: attendi che lo strumento raggiunga la temperatura esterna; nel riflettore accendi la ventolina per dieci minuti, nel rifrattore basta levare il tappo prima di cenare.
Domande che senti in ogni star party
- Il riflettore richiede sempre collimazione? Solo se trasportato spesso su strade dissestate o se subisce urti. Una volta a settimana di solito basta un controllo rapido.
- I rifrattori mostrano davvero frange viola sui pianeti? I modelli acromatici a f/5 sì, quelli apocromatici quasi mai, però costano di più.
- Posso usare il riflettore per il birdwatching? Teoricamente sì, ma l’immagine appare capovolta e la messa a fuoco minima è oltre i 20 m: poco pratico.
- Un rifrattore da 70 mm vale come un riflettore da 114 mm? Per i pianeti si difende, ma sulle nebulose la differenza di luce raccolta è enorme; il 114 mm vince a mani basse.
- Quanto dura il trattamento dello specchio? I moderni alluminati protetti resistono dieci anni prima di notare calo di riflettività.
Conclusioni
Siamo arrivati al momento della scelta. Non esiste un giudice con la toga che decreta vincitore o sconfitto; c’è solo la tua voglia di osservare, con i vincoli e i desideri che la tua quotidianità impone.
Se abiti in appartamento, hai poco tempo e ti innamori dei dettagli planetari, il rifrattore ti farà sentire leggero.
Se sogni cieli scuri, hai un bagagliaio capiente e adori il brivido della spirale galattica, il riflettore sarà il tuo cannocchiale del Tesoro.
E se, strada facendo, cambierai idea? Niente panico: l’usato astronomico ha un mercato vivace, gli strumenti perdono poco valore e la comunità è pronta ad accogliere, consigliare, scambiare.

